LENTI A CONTATTO........ amiche con rispetto


“Ho deciso: voglio le lenti a contatto”. Quante volte abbiamo sentito dire questa frase dai nostri figli perché non vogliono più portare gli occhiali o, anche senza difetti visivi, vogliono vedersi con gli occhi di un colore diverso da quello di cui madre natura li ha dotati.

Anche noi, che non siamo più adolescenti, a volte vorremmo fare questa scelta. Ma non sappiamo quale decisione prendere. Cosa fare allora? Diciamo subito che le lenti a contatto (o corneali) sono un degno, ed a volte un indispensabile, sostituto degli occhiali. La loro funzione principale è quella di correggere il difetto visivo, con il vantaggio di una visione migliore data dall’annullamento della distanza occhio-lente. Ciò permette, con una gradazione minore, di avere a disposizione sia un maggior campo visivo, sia di eliminare la distorsione d’immagine che normalmente si ha nella periferia di una lente da occhiale. In più si ha la percezione di una reale grandezza degli oggetti guardati. Infatti, attraverso una lente da miope l’oggetto appare più piccolo, mentre attraverso una da ipermetrope risulta più grande. Questa differenza è tanto maggiore quanto più è importante il difetto visivo. Di lenti a contatto ve ne sono tre tipi: morbide, gas-permeabili (o semirigide) e rigide. Le morbide, a loro volta, possono distinguersi in varie categorie: normali, che correggono difetti visivi semplici, sia miopici che ipermetropici e piccoli astigmatismi. Appartengono a questa tipologia le lenti annuali, le “usa e getta” giornaliere, settimanali e mensili, ed infine le cosmetiche; toriche, che correggono sia il difetto semplice sia gli astigmatismi di una certa importanza; multifocali, da poco tempo entrate nel mercato italiano, che permettono la stessa visione dell’omonima lente da occhiale. La loro tollerabilità e funzionalità è ancora da affinare e per ora soltanto pochi soggetti riescono ad utilizzarle senza difficoltà. La scelta del tipo di lente corneale deve essere preceduta da un’accurata visita effettuata dal medico oculista, che valuterà la tollerabilità o meno alle lenti; solo in caso di accertata tollerabilità si passerà alle prove di tipo pratico, che dovranno essere effettuate dall’ottico contattologo. I parametri che influiscono sulla scelta di una lente sono molteplici. Si deve tenere conto del tipo di difetto visivo, dell’eventuale presenza di infiammazioni congiuntivali croniche, come le allergie stagionali o annuali, e, soprattutto, della quantità e qualità della lacrima.


 

Ad esempio un occhio con un astigmatismo molto elevato, o una lacrimazione scarsa o eccessivamente grassa, non potrà tollerare lenti morbide. Le lenti a contatto, comunque, non sono soltanto praticità od estetica, sono anche terapeutiche in alcune particolari patologie oculari. L’esempio più eclatante è il cheratocono, patologia in cui si ha un progressivo sfiancamento della struttura corneale. In questo caso, l’unica possibilità di rallentare e correggere la patologia è di utilizzare una lente a contatto rigida. In tal modo si esercita una continua pressione sulla cornea che permette di contenerne l’avanzamento patologico. Azione che non sarebbe assolutamente possibile con un normale occhiale. La stessa funzione visiva dell’occhio viene decisamente migliorata attraverso l’appiattimento corneale. Sicuramente le lenti a contatto sono nostre alleate, ma devono essere utilizzate in modo adeguato per non incorrere in gravi patologie oculari. E’ importante, infatti, conservarle in condizioni igieniche ottimali e non indossarle per troppe ore. Se, poi, riescono anche a risolvere problemi psicologici importanti, facendoci sentire “bene” con noi stessi e con gli altri, sono sicuramente l’arma vincente per tutti.


Dott. Giampaolo DE PROPRIS
Medico-Chirurgo Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare Consulente Tecnico del Tribunale Civile di Roma